Lo Zibaldolio di Arnasco - di Pierluigi Bogliorio -
Il tilolo di questo libro, senza voler peccare di presunzione,s'ispira a due opere letterarie diverse nel loro genere, entrambe pregevoli e molto conosciute: lo Zibaldone di Giacomo Leopardi e lo Zibaldino di Giovanni Guareschi La ragione dei titoli, secondo i precitati ed illustri Autori, si spiega perchè i loro scritti trattano argomenti diversi e sono raccolti alla rinfusa,come avviene quando, nel preparare una vivanda, si mescolano svariati ingredienti senza seguire una ricetta prestabilita, ma assecondando la fantasia; Si configura in pratica al di là d'ogni immaginifica descrizione quello che noi chiamiamo il condiglione (in volgare), u cundiun (in dialetto) e lo zibaldone (in lingua italiana forbita).Giovanni Guareschi, nel giustificare il diminutivo del titolo "Zibaldino", parla addirittura di fritto misto.Appare evidente da tali premesse che, operando nell'orizzonte di Arnasco, 1'elaborazione dei componimenti non poteva che scivolare inevitabilmente sull'olio d'oliva, che, è risaputo, costituisce 1'elemento determinante per amalgamare, insaporire e friggere qualsivoglia gustosa pietanza e che ha la caratteristica (non tutti ne sono informati) di diventare anche un ottimo condimento letterario.A questo punto, grazie all'ispirazione della quale si è detto, il titolo è scaturito pari all'olio che fluisce nel frantoio;è passato attraverso lo Zibaldone e lo Zibaldino,e si è delineato come lo Zibaldolio di Amasco ovvero una specie di condiglione composto di qualche notizia storica, di tentativi di narrativa (i fatti e i personaggi sono il frutto di fantasia, ancorché scarsa) e d'esercitazioni in versi (propriamente in versacci), che si dipanano tra la gente, gli uliveti, le case, le strade, gli animali, i mucchi di olive e le giare per conservare 1'olio. L'invito a leggere ciò che nel libro, per dirla con Guareschi, è scribacchiato, non vuole certamente sonare obbligo, ma piuttosto esortazione (da accogliere di buon grado, perchè può darsi che la lettura scorra liscia come 1'olio e che gli ingredienti,conditi a dovere, siano graditi e digeribili);se poi qualcuno la ritenesse troppo noiosa,potrà sempre dar retta al Boiardo, 1'autore dell'Orlando Innamorato, che consiglia:"Ma a cui dispiace la sua quantitadelasci una parte, e legga la metade".Nel peggiore dei casi s'impone, per fortunadi tutti, la valvola di sicurezza delle illustrazioni,che simpaticamente attraggono e piacevolmente risollevano lo spirito, grazie alla fine intuizione ed alla genuina sensibilità artistica di Monica e Simona Pizzo.
Pierluigi Bogliorio